martedì 11 ottobre 2011

WRITING TUESDAY: RIVELAZIONI

Quarto appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciano da Silbietta di INTERNO 105.

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IL TEMPO SBAGLIATO

Ci sono parole che se non vengono dette subito, nel momento esatto in cui senti che ti esplodono nel cuore, poi succede che è troppo tardi.
Trovarsi davanti a questa verità è stato per Aaron un fulmine a ciel sereno. Non avrebbe mai creduto che rivederla avrebbe riacceso quei sentimenti così lontani. A dire il vero, quando pensava ad Amy provava solo rabbia. La loro storia era stata breve e complicata. Non si sono mai capiti, si sono voluti bene, certo, ma si sono scoperti in tempi diversi e questo ha decisamente rovinato le cose, come cantare una bella canzone e non andare mai a tempo.
E dopo anni, eccolo di nuovo lì, in balia del suo cuore e di quelle scomode rivelazioni. Solo che ora la situazione era molto diversa visto che quell’incontro casuale, al ristorante, era avvenuto alla presenza dei loro amici e dei loro attuali compagni di vita e siccome si conoscevano un po’ tutti, alla fine decidessero di cenare tutti insieme.
Incontrare vecchi amici è sempre una bella esperienza: stupore, baci, abbracci, racconti e risate. Ma quella sera Aaron non riusciva proprio a divertirsi con quel buco nello stomaco e nell’anima. Non riusciva nemmeno a fingere.
Amy era seduta lontana da lui, dal lato opposto della tavolata, ma riusciva comunque a vederla, bella come il giorno in cui l’aveva conosciuta. All’inizio della serata non si erano nemmeno salutati. Immersi nella confusione generale si erano scambiati solo un breve sguardo.
Durante tutta la cena non aveva fatto altro che cercare l’azzurro dei suoi occhi ma Amy non si voltò nemmeno una volta verso di lui. Questo lo feriva. Come poteva non aver almeno la curiosità di guardarlo, di guardare quello che, un tempo, aveva detto di amare così tanto. Lui non gliel’aveva mai detto invece.
Voleva odiarla con tutte le sue forze. Odiarla per le volte che lo aveva lasciato sulle spine, per le volte che invece lo cercava dopo che lui era riuscito a rimettere insieme i pezzi del suo cuore, per le volte che era stata profondamente dolce da non poterla più dimenticare, per le volte che si faceva catturare dalle sue parole, per le volte che stando insieme a lei si sentiva profondamente capito. Voleva odiarla quella sera ma non ci riusciva proprio. Ma riusciva ad odiare se stesso, per quello che provava mentre accanto a lui c’era la donna che aveva scelto come compagna di vita. I suoi sentimenti non erano cambiati, semplicemente ne erano riaffiorati altri mai dimenticati.
La serata volgeva al termine quando il destino decise di mettersi di mezzo. Ad accompagnarli per tutta la cena c’era stato un sottofondo di bella musica alla radio e al momento del dolce Aaron sentì le note di una canzone vecchissima che lui le aveva fatto sentire una delle prime sere che uscivano insieme e che poi era diventata la loro canzone. Era una canzone poco conosciuta e si stupì nel sentirla e guardava in alto, verso le casse, con aria stupita. Poi si girò verso Amy. La sorprese dapprima con il naso all’insù e poi guardare lui. Fu un colpo al cuore. Sembrava stupita quanto lui e allo stesso tempo molto triste. Amy si alzò all’improvviso e andò al piano di sopra verso i bagni e in Aaron una speranza balenò in corpo. Forse Amy non lo aveva dimenticato, forse evitava il suo sguardo per lo stesso motivo per cui lui doveva cercarlo. E senza nemmeno riflettere si alzò e la segui. La aspettò fuori dal bagno delle signore. Quando Amy uscì si vedeva benissimo che aveva pianto.
Erano soli, uno di fronte all’altra, in silenzio.
Ora i suoi occhi potevano scrutare di nuovo dentro quelli di lei. Si avvicinò e le disse:
- Vorrei dirti tante cose ma non posso.
Amy non riusciva a parlare, cercando di trattenere le lacrime fece di sì con la testa e abbassò lo sguardo. Aaron la abbracciò e lei scoppiò a piangere. Dentro quelle lacrime tutte le parole che neanche lei osava pronunciare. La guardò e riuscì solo a dirle quello che era giusto dire e non quello che avrebbe voluto:
- Devo andare.
Si allontanò un po’ da lei ma la sua mano teneva ancora la sua. Non riusciva a lasciarla. Rimasero così, quei pochi istanti sembrarono eterni, guardandosi e parlandosi solo con gl’occhi.
Poi Aaron la avvicinò di nuovo a se e le sussurrò all’orecchio:
– Ti amo. Ti amerò sempre.
E con gl’occhi lucidi e il cuore a pezzi andò via.
Era finalmente riuscito a dirle quelle parole ma il tempo era rimasto sempre quello sbagliato.

1 commento:

polepole ha detto...

Antonella... :)

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