mercoledì 21 dicembre 2011

Il mio presepe privato di Alda Merini

Questo è un articolo sul Natale scritto da Alda Merini nel 2006, pubblicato da “Avvenire” ed io volevo condividerlo con voi.
VI abbraccio forte e vi auguro un Natale speciale, pieno di cose semplici e belle, un Natale che sia un abbraccio caldo e sincero.

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È Natale e sui Navigli, come in centro a Milano, non si riesce più a entrare nei negozi: i magri o i lauti stipendi consentono a tutti una ressa ingenerosa alla ricerca di una felicità che non c’è, o che almeno non si compra.Io quest’anno ho spento le candele: tutti mi hanno invitato, ma quella notte non farò nulla di diverso, nulla che io non faccia sempre, proprio come quando ero bambina; al limite si cambiava stanza, si andava dalla camera al tinello per vedere se era arrivato Gesù, e per mangiare il panettone, che allora si chiamava “el pan de Toni”… Ma oggi Milano si affanna a cambiare faccia, ad abbattere le nostre vecchie dimore per apparire moderna, così i rifacimenti delle case hanno abbattuto anche noi, gli anziani. C’è una bella poesia dialettale che dice “fai piano, ogni volta che dai un colpo al muro lo dai al mio cuore…”.
Casa: quanto la ami a Natale! Ricordo quando, sempre bambina, persi la mia, abbattuta anche quella: allora c’erano le bombe, ci rifugiammo chi nelle risaie e chi nei paesi limitrofi, dove tutti eravamo un po’ degli stranieri. Nei granai la sera recitavamo il rosario su dei pagliericci di fortuna, poi di giorno si andava nelle cascine in cerca di pane, in breve… si mendicava dai contadini abbienti. Oggi, invece, che abbiamo una casa non abbiamo più quella cortesia e quell’amore dei contadini. Io dormivo con una vecchia che ogni notte pregava la morte che la venisse a prendere, e avevo paura. Ma come bambina ho dovuto accontentarmi.
Adesso che sono un’anziana poetessa… continuo ad accontentarmi. Ma ripenso con nostalgia a quei Natali solenni, quando la mamma faceva enormi presepi, metteva le figurine dei pastori e i laghetti di specchio. Ci facevano trovare il carbone, alle volte, ma eravamo contenti lo stesso: poi, dietro il carbone, c’erano sempre tre caramelle. Però era arrivato Gesù, era questo che importava, vedere che sulla paglia del presepe qualcuno aveva deposto il bambino. E si pregava, si pregava insieme davanti a quella statuina, ignorando che il piede lieve della mamma era andato lì di notte per deporlo… Allora ignoravamo tutto della vita, anche il mistero della nascita, un evento che per noi cadeva dal cielo. La Madonna non appariva sorpresa, neanche San Giuseppe, e noi piccoli eravamo in un regno di favola bello che abbiamo perduto. Ci dimenticavamo dei doni e stavamo piuttosto a guardare quel bambino appena nato domandandoci se aveva freddo, ma la mamma ci diceva che aveva l’amore della Madre… Ecco, forse anche in tarda età chi mi scalda ancora nelle notti di solitudine è l’amore della mamma, che io amavo tanto e che credevo che, come Maria, non sarebbe mai morta.
Sì, si può morire d’amore per un uomo, ma quello che mi fece impazzire, forse, fu quella porta chiusa di mia madre dolcissima, che io credevo eterna, come tutti i figli. E mi sono resa conto, a un tratto, che non avevo mai ascoltato i suoi lamenti tanto ero giovane. Ma quanto si paga la giovinezza! Anch’io, come le mie figlie, quando andavo a casa sua le portavo via gli oggetti più preziosi perché… nella mia casa sarebbero stati bene, e una madre si fa sempre derubare. A lungo andare morì, senza chiedere mai niente, ma era così felice della nostra gioia che forse non morì veramente mai. L’abbiamo derubata, ma soprattutto – e sembra un eufemismo – avremmo voluto (che Dio mi perdoni) portarle via quegli occhi, così verdi, così dolci, così innamorati di noi. Sono passati decenni da quei Natali e ancora cerco l’odore dei mandarini o del bollito, che si mangiava solo quel giorno. Erano i nostri doni. Oggi invece si tende a saltare il Natale, si va direttamente all’arrivo dei Magi, ai doni, la nascita quasi non esiste più, forse perché le nostre donne non sanno essere madri. E i bambini, tra televisione e futili regali, sono i più grandi emarginati del nostro tempo: abbiamo rubato loro l’infanzia e la religiosità della vita.
Mi si chiede cosa vorrei trovare questa notte sotto il presepe: la mia Barbara, la mia Flavia, le mie figlie che mi furono tolte quando una maestra, assistente sociale, trovando che la casa non era ordinata me le portò via. Sono sempre stata una disordinata perenne, ma avevo quattro bambine felici alle quali suonavo le “nenie” di Natale. Andando in solaio ho trovato le mie vecchie famose poesie tutte imbrattate delle loro figurine: giocavano con le mie grandi poesie! Io non ho pianto su queste, ma su quelle figurine sì. Loro non sapevano cosa vuol dire genio, conoscevano solo due parole: mamma e bambino. Il mio presepe privato.

7 commenti:

Senti una Cosina... ha detto...

Che potere hanno le parole...è incredibile! Grazie per aver condiviso questa saggezza con noi, ora mi sono arricchita un po' in più!

Dolce Natale anche a voi!

polepole ha detto...

Davvero Alda era una poetessa meravigliosa!
Io la sto scoprendo a poco a poco, libro per libro, parola per parola, e ogni sua parola è balsamo, brodo caldo... chiamalo come vuoi ma è uno scaldare l'anima ogni volta che la leggo!
Un bel Natale anche a voi, che scaldi il cuore... :)

Nina ha detto...

Le parole di Alda Merini sono immagini taglienti di una realtà così tanto lontana dalla verità del Natale da sembrare a volte blasfema... Che poeta... Una fata!

caty ha detto...

*_*

mammadicorsa ha detto...

Oggi sono capitata qui proprio per caso, il mouse è caduto sul tuo link tra i "preferiti", ed è ecco parole toccanti, di quelle che ti fermano e ti fanno pensare. Tutti noi vorremmo tornare a quella magia che è il vero Natale, quello del cuore, ma nessuno forse ne ha il coraggio...Grazie per questo post e un Natale di cuore

Antonella - ATTIMI DI LETIZIA ha detto...

@Senti una cosina: un Natale meraviglioso anche a voi <3

@polepole: anche io ho iniziato a scoprirla meno di un anno fa...riscalda l'anima
un abbraccio fortissimo e tanti auguri di <3

@Nina: grande Alda Merini. buone feste

@caty: :) buone feste

@mammadicorsa: ciao cara, ti auguro un felicissimo e sereno Natale con tutto il cuore. bacio alle bimbe

leucosia ha detto...

bellisimo post...devo ricordarmi di linkarlo.

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