domenica 30 ottobre 2011

ULTIMI GIORNI DI CANDY

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Ultimi due giorni per partecipare al CANDY-CONTEST CUORE DI ARTISTA ^__^

Buona domenica!

Antonella

sabato 29 ottobre 2011

ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA…LA PECC DELL’INTERNO 105

Eccovi il racconto che ho scritto per la PECC…ovvero la Prima Esercitazione Creativa Collettiva dell’Interno 105.

QUI trovate tutte le informazioni per partecipare. Io, tra le opzioni, ho scelto di scrivere un mini racconto, in tema Halloween, che inizi con “Era una notte buia e tempestosa…”

Buona lettura!

halloween night

SOPHIE

Era una notte buia e tempestosa e Claire era appena uscita dalla stanza di sua figlia Sophie dopo averle rimboccato le coperte e dato il solito bacio prima di andare a letto. Non riusciva a capire come sua figlia riuscisse a dormire così tranquillamente mentre fuori si scatenavano tuoni e fulmini, ma ne era contenta, Sebbene non le sarebbe dispiaciuta un po’ di compagnia. Notti come quella non piacciono nemmeno ai grandi, quando sono soli. Il marito di Claire era via per lavoro e sarebbe tornato solo tra un paio di giorni.
Claire scese di sotto per prendere il libro che stava leggendo in quei giorni, se non ricordava male lo aveva lasciato sul tavolino del salotto. Ed eccolo lì infatti. Mentre lo prendeva senti un tonfo che la fece sussultare e fare cadere il libro a terra. Veniva dal piano di sopra. Forse la gatta aveva fatto cadere qualcosa. Stava per riprendere il libro quando sentì il grido spaventato della figlia. Un freddo agghiacciante le percorse tutto il corpo. Si precipitò correndo di sopra, aprì la porta della camera di Sophie e la vide in piedi davanti allo specchio mentre ai piedi del letto c’era la lampada accesa caduta dal comodino.
- Che succede tesoro?
Sophie si voltò e la guardò terrorizzata.
- Chi sei?
- Sono la mamma amore, che succede? Perché hai gridato? Ti sei spaventata per i tuoni?
Claire tirò su la lampada e la rimise a posto mentre Sophie continuava a seguirla con lo sguardo.
- Vieni Sophie, rimettiti a letto.
E andò verso la sua bambina per abbracciarla. A quel gesto Sophie indietreggiò spaventata.
- Non toccarmi. Che succede? Cosa mi hai fatto? Chi sei? Che ci faccio qui?
E scoppiò in un pianto disperato.
- Sophie ma che dici?
. Non mi chiamo Sophie. Smettila di chiamarmi così. Dove sono? Dove sono i miei figli?
. Figli? Tesoro, tu hai nove anni?
- Noooooooo
Sophie scappò fuori dalla stanza urlando e piangendo. Claire la seguì e la ritrovò davanti al porta di ingresso che cercava inutilmente di aprirla.
- Amore, che ti succede? Stai sognando?
. Tu non capisci? Io non sono tua figlia? Mi sono svegliata e mi sono ritrovata in questo corpo. Io devo tornare a casa dai miei figli. Fammi uscire?
. Ora calmati, ti prego, mi stai spaventando.
. Lasciami uscire o chiamo la polizia.
- Cosa?
Sophie imboccò la porta a sinistra e si ritrovò in cucina. Prese il telefono e digitò un numero di telefono.
Il numero selezionato è inesistente.
- Cosa?
E rifece il numero
Il numero selezionato è inesistente.
- Nooo
- Ora basta Sophie. Chi stai chiamando?
Le tolse la cornetta dalle mani e la riappese.
Sophie piangeva e respirava affannosamente .
Poi Claire vide Sophie fissare, come se fosse un fantasma, il calendario appeso in cucina.
- Che c’è cara? Possiamo sederci un attimo e parlare?
. Perché c’è appeso un calendario del 1986 quando siamo nel 2011?
. 2011? Tesoro, ti scongiuro, ma che ti prende? Oggi è il 9 ottobre 1986 e lo sai benissimo.
Claire era esasperata e cercava di rimanere calma ma era confusa. Non era mai successo nulla di simile e vedere sua figlia in quello stato la spaventava e le spezzava il cuore allo stesso tempo.
. Tu menti..io..io ..i miei bambini ..devo tornare a casa..io…
E Sophie svenne.
Claire la stava portando sul divano quando riprese i sensi.
- Sophie, come stai? Resta qui. Ti prendo un po’ d’acqua.
Claire tornò in cucina a prendere da bere, le tremavano le mani e a malapena riuscì a versare l’acqua nel bicchiere.
Quando tornò in salotto, Sophie era sulla cassapanca vicina alla finestra che guardava la pioggia battere sui vetri.
-Tieni tesoro. Bevi un po’ d’acqua.
. Grazie mamma.
Claire scoppiò a piangere. La sua bambina era tornata in sé. Sophie aveva ancora il volto segnato dalle lacrime e sembrava terribilmente triste ma accennò un leggero sorriso e per Claire era sufficiente.
Dopo un lungo abbraccio, Sophie chiese alla madre di poter tornare a letto. Claire l’accompagnò in camera e con un bacio sulla fronte le diede la buonanotte.
Quando chiuse la porta tirò un sospiro di sollievo e tornò giù per farsi una tazza di latte e calmarsi un po’. Stette a lungo rannicchiata sulla poltrona a pensare. Forse la sua bambina aveva avuto un episodio di sonnambulismo. Dicono che, quando succede, sembra che si è svegli. Non lo sapeva, ma in cuor suo ringraziò Dio che tutto fosse finito.
Quando torno di sopra andò da Sophie per controllare che fosse tutto a posto. La sua bambina non era nel letto, era invece addormenta sulla scrivania. La prese e la mise a letto. Tornò alla scrivania, ripose la penna e quando stava per chiudere il quaderno aperto notò qualcosa di strano e si mise a leggere quello che Sophie aveva scritto:
Non so cosa stia succedendo. E’ assurdo. Sono nel corpo di una bambina di nove anni che non conosco e sono anche tornata indietro nel tempo. Mi scoppia la testa e non riesco a svegliarmi da questo incubo. Non può essere tutto vero. Domani mi sveglierò e sarà tutto a posto. Sarò a casa. Sarò insieme a miei bambini. I miei bambini…Dio, se ci penso mi sento morire. Voglio rivedere i miei piccolini. Se tutto questo fosse vero? Se non potessi più rivedere i miei figli? Non voglio nemmeno pensarci. E anche per questo che prima ho finto di essere di nuovo Sophie, la figlia di nove anni di questa donna che, poverina, sembrava anche più spaventata di me. Capisco benissimo come si dev’essere sentita. Sono madre anch’io e non volevo spezzarle il cuore. Sua figlia non c’è più. O mio Dio. Suo figlia non c’è più. Non ci avevo pensato. Dove sarà finita quella piccola bambina di nove anni? Dio..ti prego, ti scongiuro fa che torni tutto a posto.
- Non dovevi leggerlo.
Claire si spaventò. SI girò verso il letto e vide Sophie seduta che la fissava. Aveva gli occhi tristi.
Claire non poteva credere a quello che c’era scritto in quel quaderno ma quegli occhi così sinceri la penetravano come un coltello nel cuore. Quelle parole non poteva averle scritte lei, anche La scrittura non era quella di Sophie. Non era nemmeno una scrittura di bambina. Claire non poteva credere a quelle parole ma sapeva che quella che aveva di fronte non era Sophie. Non era la sua bambina.

venerdì 28 ottobre 2011

THIS MOMENT…

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A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Words and Inspiration By Amanda and many others

giovedì 27 ottobre 2011

UN LIBRO MI DISSE…

Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…

La citazione della settimana scorsa è tratta da IL FUCILE DA CACCIA di Inoue Yasushi.

Come si gioca?
Si prende una frase da un libro e poi a voi lettori scoprire di che libro si tratta…è un gioco e non si vince nulla ma si diffondono le parole dei nostri libri preferiti e magari anche la voglia di leggerli ^__^

Citazione:

Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimediare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. SI legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità.

 

Le non regole, liberamente interpretabili:
- Copia la tua citazione, indicativamente la quinta frase (se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia, o se è troppo breve anche quella successiva) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)
- Linkati qui nei commenti, se vuoi
-
Linkati al post di Ci, se vuoi
- Personalizza il gioco come vuoi
- Gioca e divertiti! (Se nessuno indovina il libro l’ho svelerò io la settimana successiva)
- Se ti piace diffondi!

Buon divertimento.

Antonella

SOUNDTRACK OF MY LIFE: 1995

chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE

Gennaio 1995: alla festa per il mio 18* compleanno, i Pearl Jam come sottofondo musicale.

mercoledì 26 ottobre 2011

GARDALAND

Domenica scorsa siamo stati a Gardaland.

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E’ stata una bellissima giornata di sole, amici, divertimento e stupore.
Con Letizia è la terza volta che ci andiamo, ma non ci è mai capitato di andare in un periodo che non fosse l’Estate. In ottobre Gardaland è tutta vestita dell’arancione delle zucche e delle maschere di Halloween. Davvero tutto molto bello.
Ci siamo andati con gli stessi amici con cui abbiamo trascorso le vacanze estive. Che bello rivedersi. Abitiamo nella stessa città ma per assurdo, alla fine, riusciamo ad incontrarci solo lontano da Milano, ma si può? ^__^

Le attrazione per i bambini sono moltissime: Letizia e Marta si sono divertite un mondo. Lo spettacolo dei delfini sempre affascinante e sono rimasta incantata dallo spettacolo della sabbia magica..davvero suggestivo e coinvolgente..se andate a Gardaland non dovete assolutamente perdervelo.

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#smileriot

Baci

Antonella

martedì 25 ottobre 2011

WRITING TUESDAY: BACIO

Appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciano da Silbietta di INTERNO 105.

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STORIA DI UN BACIO

Mi presento:
io sono il bacio di Amy Bennett e Benjamin Sound.
E questa è la mia storia.

Amy e Ben mi giravano intorno già da tempo, mi si avvicinavano spesso ma senza mai arrivare a prendermi. Lei innamorata ma troppo timida per prendere l’iniziativa e Ben troppo fidanzato per poterla prendere.

Sono nato per gioco, in una calda sera di luglio. Un venerdì come tanti altri, fatto di amici, birra, risate e musica. La serata volgeva al termine come anche tutte le battute e le sfide che Ben lanciava ad Amy per provocare una sua reazione.

Lei aveva sorriso tutta la sera, cullata da quelle attenzioni che di solito, Ben, non le rivolgeva così esplicitamente.
Quando fu tempo di salutare, Amy rilanciò a Ben la sfida che le aveva fatto poco prima, quella che non avrebbe mai avuto il coraggio di baciarla. Lui sorrise, colto di sorpresa da una Amy inconsuetamente intraprendente.
Morì tutto lì tra una risata e un ciao.

Amy aveva appena svoltato l’angolo che la portava a casa quando Ben la raggiunse e, sorprendendola, la baciò.
Sono nato così, grazie ad una sfida e sono stato il loro bacio segreto per molto tempo. Sono stato a momenti passionale, dolce, furioso, vendicativo, tenero e d’amore, ma sempre segreto.

Alla fine, anni dopo, in un’altra calda serata, sono stato anche un bacio d’addio. Un bacio piccolo, stavolta, che sfiora delicatamente e dolcemente le labbra. Amy e Ben avevano scelto ognuno la propria strada e sapevano che dovevano lasciarmi andare. E con me dissero addio anche a quel segreto.

Ci sono baci che durano un solo istante mentre altri durano una vita intera. Io non sono stato nessuno di questi due ma mi ritengo fortunato perché ancora oggi, quando Amy e Ben si incontrano, torno alla vita in un dolce ricordo d’amore.

venerdì 21 ottobre 2011

THIS MOMENT…

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 A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

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giovedì 20 ottobre 2011

CERTI GIORNI

Certi giorni iniziano, così, senza pretese. Non ti aspetti nulla da loro, nè il bello nè il brutto e succede che poi ti sorprendono con mille sensazioni. E’ quello che mi è successo oggi.
Il mattino è iniziato presto e poi mi ha sorpreso con:

  • la bilancia che segna un chilo in meno ^__^
  • un bel cielo azzurro che subito mi ha messo allegria,
  • un commento di una lettrice che mi augurava in modo troppo carino un buon giovedì che mi ha dato una bella carica di energia (grazie Adry),
  • una mail divertente da Roma, da chi, anche in un momento di disagio cittadino, riesce a farci una battuta e a regalare un sorriso agli altri,
  • la telefonata con un’amica,
  • leggere di un’idea-regalo adorabile da ruadellestelle…sono sempre più curiosa :)
  • vedere due video divertenti e geniali questo e questo (visti grazie a Zelda was a writer e a Cambiando Strada che hanno condiviso il link su fb),

La mattinata è trascorsa veloce e piacevolmente.

Nel pomeriggio esco per andare a prendere Letizia a scuola.
Fuori il cielo è ancora azzurro ma c’è un vento forte che porta con sé un buon profumo. Che bella sensazione il vento profumato di caldarroste…mi sono chiesta da dove venisse, sicuramente dal parco sportivo del paese dove anche domenica c’era una piccola fiera dove le facevano.
Le foglie degli alberi venivano suonate dal vento e l’aria profumava di buono..vi
assicuro che è stata davvero una sensazione romantica.

Tornati a casa io e Letizia ci mettiamo a fare la pizza.
Negli ultimi mesi Lety adora avere le mani in pasta. in passato mi aiutava a fare i biscotti passandomi gli ingredienti e mescolandoli ma comunque cercando di sporcarsi il meno possibile le mani. Ora, incece, la cosa non la disturba più :)

La pizza non l’avevamo mai fatta insieme ed è stato davvero divertente..e sia chiaro, Lety ha tenuto a puntualizzarlo, l’assistente ero io ^__^

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Cotta e già assaggiata mentre scrivevo questo post ;P
Era un po’ che pensavo di farla..ne avevo voglia.
Chi mi conosce sa che NON amo la pizza, voglio dire, al ristorante è raro che la ordini, se capita è quella al trancio (preferisco la pizza alta) e anche se è buona mi rimane sempre quella sensazione di voler mangiare qualcos’altro per togliermi il sapore di quella pizza.
Ma se la pizza è fatta e cotta in casa è tutta un’altra storia. Mi piace e mi piace molto anche il giorno dopo fredda. Non chiedetemi perché? Negli ultimi anni ho ipotizzato che forse non amo la pizza cotta nei forni delle pizzerie, ma chi lo sa?

Questa è stata la mia giornata e ringrazio tutti quelli che hanno contribuita a farla diventare speciale.

Vi auguro una buona serata mes amis

Bacioni

Antonella

UN LIBRO MI DISSE…

Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…

La citazione della settimana scorsa è tratta da VIAGGI E ALTRI VIAGGI di Antonio Tabucchi.

Si prende una frase da un libro e poi a voi lettori scoprire di che libro si tratta…è un gioco e non si vince nulla ma si diffondono le parole dei nostri libri preferiti e magari anche la voglia di leggerli ^__^

Citazione:

Sono stata davvero stupida. Se l’avessi capito prima, mi sarei preparata a rispondere ai tuoi sguardi, se con freddezza o con calore non so.

Le non regole, liberamente interpretabili:
- Copia la tua citazione, indicativamente la quinta frase (se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia, o se è troppo breve anche quella successiva) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)
- Linkati qui nei commenti, se vuoi
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Buon divertimento.

Antonella

SOUNDTRACK OF MY LIFE: 1994

 chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa canzone me l’ha fatta conoscere il mio insegnante di chitarra: Roberto.

mercoledì 19 ottobre 2011

FLUTTUARE

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Stanotte eri con me,
sentivo che eri lì per me anche quando mi allontanavo un poco.
Serena fluttuavo nell'aria respirando il tuo amore.
Stanotte eri con me.

martedì 18 ottobre 2011

WRITING TUESDAY: DETTAGLI

Quinto appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciano da Silbietta di INTERNO 105.

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Tristezza sleale,
che ti spinge a scappare dal luogo in cui l’hai incontrata,
finché quel luogo, tanto odiato, diventa una culla di dettagli in cui dondolarsi dolcemente, in segreto.

venerdì 14 ottobre 2011

THIS MOMENT…

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A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

Words and Inspiration By Amanda and many others

giovedì 13 ottobre 2011

UN LIBRO MI DISSE…

Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…

La citazione della settimana scorsa è tratta da LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI di Erica Bauermeister.

Si prende una frase da un libro e poi a voi lettori scoprire di che libro si tratta…è un gioco e non si vince nulla ma si diffondono le parole dei nostri libri preferiti e magari anche la voglia di leggerli ^__^

Citazione:

Forse anche il vento ha una sua geometria, così deve aver pensato Chillida quando forgiò il Pettine del vento che si ammira davanti all’Atlantico, con la spuma delle onde che vi batte sul viso.

Le non regole, liberamente interpretabili:
- Copia la tua citazione, indicativamente la quinta frase (se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia, o se è troppo breve anche quella successiva) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)
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Buon divertimento.

Antonella

SOUNDTRACK OF MY LIFE: 1994

chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE 

Questa canzone fa parte della mia colonna sonora e mi è tornata in mente grazie ad Elisabetta che Domenica, andando al Colosseo, mi ha chiesto:
- DO YOU REMEMBER? 
Ed in un secondo sono tornata indietro nel tempo a quando ascoltavo questa canzone.
Vi lascio con le note di KAYLEIGH dei MARILLION.

Buon giovedì

Antonella

martedì 11 ottobre 2011

WRITING TUESDAY: RIVELAZIONI

Quarto appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciano da Silbietta di INTERNO 105.

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IL TEMPO SBAGLIATO

Ci sono parole che se non vengono dette subito, nel momento esatto in cui senti che ti esplodono nel cuore, poi succede che è troppo tardi.
Trovarsi davanti a questa verità è stato per Aaron un fulmine a ciel sereno. Non avrebbe mai creduto che rivederla avrebbe riacceso quei sentimenti così lontani. A dire il vero, quando pensava ad Amy provava solo rabbia. La loro storia era stata breve e complicata. Non si sono mai capiti, si sono voluti bene, certo, ma si sono scoperti in tempi diversi e questo ha decisamente rovinato le cose, come cantare una bella canzone e non andare mai a tempo.
E dopo anni, eccolo di nuovo lì, in balia del suo cuore e di quelle scomode rivelazioni. Solo che ora la situazione era molto diversa visto che quell’incontro casuale, al ristorante, era avvenuto alla presenza dei loro amici e dei loro attuali compagni di vita e siccome si conoscevano un po’ tutti, alla fine decidessero di cenare tutti insieme.
Incontrare vecchi amici è sempre una bella esperienza: stupore, baci, abbracci, racconti e risate. Ma quella sera Aaron non riusciva proprio a divertirsi con quel buco nello stomaco e nell’anima. Non riusciva nemmeno a fingere.
Amy era seduta lontana da lui, dal lato opposto della tavolata, ma riusciva comunque a vederla, bella come il giorno in cui l’aveva conosciuta. All’inizio della serata non si erano nemmeno salutati. Immersi nella confusione generale si erano scambiati solo un breve sguardo.
Durante tutta la cena non aveva fatto altro che cercare l’azzurro dei suoi occhi ma Amy non si voltò nemmeno una volta verso di lui. Questo lo feriva. Come poteva non aver almeno la curiosità di guardarlo, di guardare quello che, un tempo, aveva detto di amare così tanto. Lui non gliel’aveva mai detto invece.
Voleva odiarla con tutte le sue forze. Odiarla per le volte che lo aveva lasciato sulle spine, per le volte che invece lo cercava dopo che lui era riuscito a rimettere insieme i pezzi del suo cuore, per le volte che era stata profondamente dolce da non poterla più dimenticare, per le volte che si faceva catturare dalle sue parole, per le volte che stando insieme a lei si sentiva profondamente capito. Voleva odiarla quella sera ma non ci riusciva proprio. Ma riusciva ad odiare se stesso, per quello che provava mentre accanto a lui c’era la donna che aveva scelto come compagna di vita. I suoi sentimenti non erano cambiati, semplicemente ne erano riaffiorati altri mai dimenticati.
La serata volgeva al termine quando il destino decise di mettersi di mezzo. Ad accompagnarli per tutta la cena c’era stato un sottofondo di bella musica alla radio e al momento del dolce Aaron sentì le note di una canzone vecchissima che lui le aveva fatto sentire una delle prime sere che uscivano insieme e che poi era diventata la loro canzone. Era una canzone poco conosciuta e si stupì nel sentirla e guardava in alto, verso le casse, con aria stupita. Poi si girò verso Amy. La sorprese dapprima con il naso all’insù e poi guardare lui. Fu un colpo al cuore. Sembrava stupita quanto lui e allo stesso tempo molto triste. Amy si alzò all’improvviso e andò al piano di sopra verso i bagni e in Aaron una speranza balenò in corpo. Forse Amy non lo aveva dimenticato, forse evitava il suo sguardo per lo stesso motivo per cui lui doveva cercarlo. E senza nemmeno riflettere si alzò e la segui. La aspettò fuori dal bagno delle signore. Quando Amy uscì si vedeva benissimo che aveva pianto.
Erano soli, uno di fronte all’altra, in silenzio.
Ora i suoi occhi potevano scrutare di nuovo dentro quelli di lei. Si avvicinò e le disse:
- Vorrei dirti tante cose ma non posso.
Amy non riusciva a parlare, cercando di trattenere le lacrime fece di sì con la testa e abbassò lo sguardo. Aaron la abbracciò e lei scoppiò a piangere. Dentro quelle lacrime tutte le parole che neanche lei osava pronunciare. La guardò e riuscì solo a dirle quello che era giusto dire e non quello che avrebbe voluto:
- Devo andare.
Si allontanò un po’ da lei ma la sua mano teneva ancora la sua. Non riusciva a lasciarla. Rimasero così, quei pochi istanti sembrarono eterni, guardandosi e parlandosi solo con gl’occhi.
Poi Aaron la avvicinò di nuovo a se e le sussurrò all’orecchio:
– Ti amo. Ti amerò sempre.
E con gl’occhi lucidi e il cuore a pezzi andò via.
Era finalmente riuscito a dirle quelle parole ma il tempo era rimasto sempre quello sbagliato.

lunedì 10 ottobre 2011

HAPPINESS IN AUTUMN

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Per festeggiare il suo primo anno di blog, La Magia del Vento, ha indetto un giveaway.

Per partecipare bisogna scrivere 5 piccole Felicità autunnali o 5 piccoli obiettivi, cose da fare, piccole soddisfazioni che vogliamo fare in questa stagione e una foto, scattata da noi o presa dal web che associamo all'Autunno:

  1. il mio frutto preferito: i kaki
  2. le castagne
  3. gli alberi che arrossiscono
  4. farmi sorprendere da cieli azzurri e sole caldo anche se siamo in pieno Autunno
  5. le minestre calde

E questa è la foto che sempre assocerò all’Autunno:

6 ottobre 2010

Scadenza 31 ottobre ore 20.00

Buon compliblog Lena :)

Baci

Antonella

venerdì 7 ottobre 2011

THIS MOMENT…

IMG_5083 A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.

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giovedì 6 ottobre 2011

SIATE AFFAMATI. SIATE FOLLI.

Addio Steve

UN LIBRO MI DISSE…

Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…

La citazione della settimana scorsa è tratta da I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER di J. Wolfgang Goethe.

Si prende una frase da un libro e poi a voi lettori scoprire di che libro si tratta…è un gioco e non si vince nulla ma si diffondono le parole dei nostri libri preferiti e magari anche la voglia di leggerli ^__^

Citazione: (da pagina 11 perchè la pagina 56 c’è, ma è bianca)

Dietro le porte a vento in fondo alla cucina, la sala era pronta, una quieta distesa di tavoli sotto tovaglie di lino bianco inamidate, i tovaglioli ripiegati in precisi triangoli sopra ogni coperto.

 

Le non regole, liberamente interpretabili:
- Copia la tua citazione, indicativamente la quinta frase (se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia, o se è troppo breve anche quella successiva) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)
- Linkati qui nei commenti, se vuoi
-
Linkati al post di Ci, se vuoi
- Personalizza il gioco come vuoi
- Gioca e divertiti! (Se nessuno indovina il libro l’ho svelerò io la settimana successiva)
- Se ti piace diffondi!

Buon divertimento.

Antonella

SOUNDTRACK OF MY LIFE: 2010

chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE

Adoro Van Gogh e adoro Doctor Who e insieme in questo puntata sono superlativi. Bello anche rivedere le sale del Musée d'Orsay dove sono stata molti anni fa.
La canzone è splendida e, inutile dirlo, ho pianto come una fontana.
Se amate Vincent andate a vedervi il decimo episodio della quinta serie e lasciatevi trasportare dalle note di Chances degli Athlete.

Buon giovedì

Antonella

mercoledì 5 ottobre 2011

UN ANNO DI NINA: BLOG CANDY

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Da non perdere: il primo blog candy di Nina 

scadenza 31 ottobre

martedì 4 ottobre 2011

WRITING TUESDAY: MARE

Terzo appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciano da Silbietta di INTERNO 105.

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NAUFRAGA

Liam era tornato nei suoi pensieri. Come era possibile dopo tanto tempo? Il loro amore era finito in un mare di incomprensioni e dolore. Era finito e basta e la porta si era chiusa. Come aveva fatto a superarlo? Come aveva fatto a dimenticare un amore così grande? Perché di una cosa era sicura Lani, l’aveva dimenticato.
Capitava di rado che pensasse a lui e le volte che capitava era solo un ricordo sbiadito. Era anche vero che lei era partita. Era andata lontana e a separarli c’era una distesa immensa di acqua, un intero mare. Ora quel mare doveva attraversarlo di nuovo e quello che per anni e
ra stato rimosso, in quel viaggio, stava tornando a galla.
Il solo pensiero di poterlo rivedere aveva riacceso di nuovo il suo cuore, come se fino ad allora avesse smesso di battere e fosse all’improvviso ripartito. Nessuno come Liam era riuscito a toccarle
il cuore e i ricordi riemergevano uno dopo l’altro, senza darle scampo. Inutile l’impresa di scacciarli dalla testa. Quelli partivano dal cuore, spingevano forte e a fondo fino ad arrivare all’anima: il primo incontro, quel battibecco ancora prima di essere un NOI, il primo bacio rubato, le mani nelle mani per scaldarsi in una fredda notte, il primo appuntamento pieno di imbarazzo (quello di lei) e di speranza (quella di lui), i suoi occhi colmi della sua anima dolce, ancora le sue mani, la sua musica, il suo capirla, le sue lacrime, le sue parole, ballare la loro canzone al concerto, la notte sotto le stelle. Come aveva fatto a dimenticarlo? Proprio non riusciva a ricordare i giorni dopo il loro ultimo incontro. Ma il resto lo ricordava bene, soprattutto ricordava bene i suoi errori: gli sbagli fatti, inconsapevolmente, dovuti alla giovane età, i litigi senza importanza, i ridicoli atteggiamenti, il suo darlo per scontato, i suoi tentativi di riconquistare il suo cuore, la speranza che poi è svanita, il loro addio, se di addio si può parlare.

Lei sapeva che sarebbe stata l’ultimo volta che avrebbe parlato con Liam e avrebbe voluto
almeno scusarsi, fargli comprendere il bene che gli aveva voluto e che solo dopo averlo perso ha compreso, ma non ci riuscì. Questo le pesava più di tutto.
Lani era brava con le parole ma quel maledetto giorno, in quel momento, non ci fu verso di farle nascere, di farle uscire. Maledette parole. Si dissero addio così, semplicemente, come dirsi buongiorno, senza un vero finale.
Ed ora stava tornando a casa, alle strade percorse insieme, ai luoghi che avevano vissuto il loro amore, ai posti che ancora oggi celano i loro segreti. Lani non poteva fare a meno di piangere, un pianto troppo grande anche per il suo carattere combattivo. Come aveva fatto a dimenticarlo? Come avrebbe voluto ricordarlo per farlo di nuovo. Ma era una bugia. Il suo cuore non le avrebbe mai permesso di farlo sparire un’altra volta. Questa certezza la distruggeva.
Di una cosa si compiaceva. Era riuscita a mantenere la promessa fatta a Liam. Non l’avrebbe più cercato né chiamato. Aveva addirittura messo un mare tra di loro per riuscirci. La promessa era stata mantenuta e rivederlo non avrebbe cambiato le cose. Ora quelle maledette parole c’erano e pesavano sul suo cuore, feroci ed affamate di rivalsa ma non sarebbero mai state dette. Lani non avrebbe mai infranto la promessa,
Le lacrime erano amare ed infinite come l’acqua sotto di lei. Era sfinita dal dolore, dai rimpianti ed in mezzo a quel mare si sentiva una naufraga senza via di fuga.

sabato 1 ottobre 2011

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