Per partecipare o vedere tutte le foto di questa iniziativa andate nel gruppo flickr P’TIT
A DOMANI MES AMIS
PER AUGURARVI UN MERAVIGLIOSO E FORTUNATO ANNO
Bacioni
Antonella
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A DOMANI MES AMIS
PER AUGURARVI UN MERAVIGLIOSO E FORTUNATO ANNO
Bacioni
Antonella
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REINE DE SABA di Julia Child
Ho trovato questa ricetta da Marta di Cambiando Strada.
Finalmente sono riuscita a prepararla.
Questa ricetta richiede molta attenzione e molti passaggi ed è per questo che, alla fine, ci si sente davvero soddisfatti del risultato ^__^

Baci
Antonella
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
Words and Inspiration By Amanda and many others.
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Oggi pomeriggio sono rimasta senza parole.
Questa meraviglia, questo quaderno/diario, è un regalo della mia amica Elisabetta, commissionato all’altra mia amica Nicoletta di I love scrapbooking.
Oggi mi sento così fortumata.
GRAZIE DI CUORE!!!
Queste pagine saranno le custodi delle mie poesie.
pciù pciù
Antonella
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Le trecce ^__^
Il grande ZUCCHERO, lo ascolto da quando ero bambina.
A voi la poesia di questa canzone: Il suono della domenica
chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE
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Parole di Alda Merini <3
QUI trovate tutto l’articolo
Questo è un articolo sul Natale scritto da Alda Merini nel 2006, pubblicato da “Avvenire” ed io volevo condividerlo con voi.
VI abbraccio forte e vi auguro un Natale speciale, pieno di cose semplici e belle, un Natale che sia un abbraccio caldo e sincero.
È Natale e sui Navigli, come in centro a Milano, non si riesce più a entrare nei negozi: i magri o i lauti stipendi consentono a tutti una ressa ingenerosa alla ricerca di una felicità che non c’è, o che almeno non si compra.Io quest’anno ho spento le candele: tutti mi hanno invitato, ma quella notte non farò nulla di diverso, nulla che io non faccia sempre, proprio come quando ero bambina; al limite si cambiava stanza, si andava dalla camera al tinello per vedere se era arrivato Gesù, e per mangiare il panettone, che allora si chiamava “el pan de Toni”… Ma oggi Milano si affanna a cambiare faccia, ad abbattere le nostre vecchie dimore per apparire moderna, così i rifacimenti delle case hanno abbattuto anche noi, gli anziani. C’è una bella poesia dialettale che dice “fai piano, ogni volta che dai un colpo al muro lo dai al mio cuore…”.
Casa: quanto la ami a Natale! Ricordo quando, sempre bambina, persi la mia, abbattuta anche quella: allora c’erano le bombe, ci rifugiammo chi nelle risaie e chi nei paesi limitrofi, dove tutti eravamo un po’ degli stranieri. Nei granai la sera recitavamo il rosario su dei pagliericci di fortuna, poi di giorno si andava nelle cascine in cerca di pane, in breve… si mendicava dai contadini abbienti. Oggi, invece, che abbiamo una casa non abbiamo più quella cortesia e quell’amore dei contadini. Io dormivo con una vecchia che ogni notte pregava la morte che la venisse a prendere, e avevo paura. Ma come bambina ho dovuto accontentarmi.
Adesso che sono un’anziana poetessa… continuo ad accontentarmi. Ma ripenso con nostalgia a quei Natali solenni, quando la mamma faceva enormi presepi, metteva le figurine dei pastori e i laghetti di specchio. Ci facevano trovare il carbone, alle volte, ma eravamo contenti lo stesso: poi, dietro il carbone, c’erano sempre tre caramelle. Però era arrivato Gesù, era questo che importava, vedere che sulla paglia del presepe qualcuno aveva deposto il bambino. E si pregava, si pregava insieme davanti a quella statuina, ignorando che il piede lieve della mamma era andato lì di notte per deporlo… Allora ignoravamo tutto della vita, anche il mistero della nascita, un evento che per noi cadeva dal cielo. La Madonna non appariva sorpresa, neanche San Giuseppe, e noi piccoli eravamo in un regno di favola bello che abbiamo perduto. Ci dimenticavamo dei doni e stavamo piuttosto a guardare quel bambino appena nato domandandoci se aveva freddo, ma la mamma ci diceva che aveva l’amore della Madre… Ecco, forse anche in tarda età chi mi scalda ancora nelle notti di solitudine è l’amore della mamma, che io amavo tanto e che credevo che, come Maria, non sarebbe mai morta.
Sì, si può morire d’amore per un uomo, ma quello che mi fece impazzire, forse, fu quella porta chiusa di mia madre dolcissima, che io credevo eterna, come tutti i figli. E mi sono resa conto, a un tratto, che non avevo mai ascoltato i suoi lamenti tanto ero giovane. Ma quanto si paga la giovinezza! Anch’io, come le mie figlie, quando andavo a casa sua le portavo via gli oggetti più preziosi perché… nella mia casa sarebbero stati bene, e una madre si fa sempre derubare. A lungo andare morì, senza chiedere mai niente, ma era così felice della nostra gioia che forse non morì veramente mai. L’abbiamo derubata, ma soprattutto – e sembra un eufemismo – avremmo voluto (che Dio mi perdoni) portarle via quegli occhi, così verdi, così dolci, così innamorati di noi. Sono passati decenni da quei Natali e ancora cerco l’odore dei mandarini o del bollito, che si mangiava solo quel giorno. Erano i nostri doni. Oggi invece si tende a saltare il Natale, si va direttamente all’arrivo dei Magi, ai doni, la nascita quasi non esiste più, forse perché le nostre donne non sanno essere madri. E i bambini, tra televisione e futili regali, sono i più grandi emarginati del nostro tempo: abbiamo rubato loro l’infanzia e la religiosità della vita.
Mi si chiede cosa vorrei trovare questa notte sotto il presepe: la mia Barbara, la mia Flavia, le mie figlie che mi furono tolte quando una maestra, assistente sociale, trovando che la casa non era ordinata me le portò via. Sono sempre stata una disordinata perenne, ma avevo quattro bambine felici alle quali suonavo le “nenie” di Natale. Andando in solaio ho trovato le mie vecchie famose poesie tutte imbrattate delle loro figurine: giocavano con le mie grandi poesie! Io non ho pianto su queste, ma su quelle figurine sì. Loro non sapevano cosa vuol dire genio, conoscevano solo due parole: mamma e bambino. Il mio presepe privato.
Appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciato da Silbietta di INTERNO 105.
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IDEA
Ha sempre creduto di essere brava a districarsi tra i fili intrecciati della vita.
Quanto si sbagliava.
Ad un certo punto ha aperto gl’occhi e la realtà le si parò davanti.
Ora riusciva a vedere tutto chiaramente.
Si accorse che quello che rifletteva lo specchio
era solo un’idea.
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Fatto l’albero, finalmente.
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Le ali del mio angioletto, alla recita di Natale dell’ultimo anno di scuola materna :)
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Quello che mi ha regalato un sorriso oggi è stato trovare ed impacchettare quello che c’è dentro questi pacchetti.
Per ovvie ragioni, non posso dirvi di cosa si tratta…ve lo svelerò dopo Natale :)
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Martedì ho partecipato ad un corso di incarto creativo tenuto da DIVERSAMENTEARTE.
il corso si è tenuto nel negozio della mia amica Claudia.
Un angolo di paradiso per chi, come me, ama giocattoli e arredi per la cameretta.
LA LUNA ADDORMENTATA la trovate anche su facebook QUI.
Fatevi un giro che ne vale la pena.
Attenzione, però, crea dipendenza :D
E’ stata una serata molto bella e divertente:
Buon venerdì mes amis :)
Antonella
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
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Modalità incarto regali
chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE
Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…
La citazione della settimana scorsa è tratta da IL CONTRARIO DI UNO di Erri De Luca.
Natale si avvicina, gli impegni si moltiplicano e il tempo da dedicare al blog diminuisce, quindi per quest’anno concludo qui questa bellissima rubrica.
Baci
Antonella
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Doni arrivati oggi :)
Appuntamento con il WRITING TUESDAY lanciato da Silbietta di INTERNO 105.
LUCI
Aveva ricominciato a volare, Lena. Dopo mesi di allenamenti, lei e Josh erano finalmente affiatati. Almeno questo era quello che continuava a ripetere il Direttore.
Avevano già fatto qualche spettacolo e tutto era tornato alla normalità. Tutto tratte Eric. Lassù, sul trapezio, Josh aveva preso il suo posto. A lui, ora, il compito di prenderla, di tenerla stretta durante il volo. Ma Lena non riuscita ad accettarlo, ogni volo era un tuffo nei ricordi. Un tuffo troppo alto per riuscire ad atterrare sana e salva.
In quegl’anni la concorrenza era spietata e bisognava trovare sempre nuovi modi per attirare il pubblico.
Dalla morte di Eric, gli incassi erano drasticamente precipitati. Lui era la stella del circo, nessuno sapeva volteggiare come lui. Ma la polmonite se lo era preso e portato via in una settimana, a soli 22 anni.
Toccava a Lena, adesso, riportare la famiglia del tendone allo splendore. Ma Eric era suo fratello, l’unica sua famiglia da quando erano diventati orfani da piccoli e si erano uniti al circo.
Eric amava il circo. Aveva ritrovato una famiglia per lui e la sua sorellina e di questo era molto grato.
Per Lena, invece, Casa era solo Eric. Erano sempre stati tutti carini con lei ma quella vita non era la sua. Era quella di Eric, era quella che lui aveva scelto per toglierli dalla strada e salvarli dalla fame.
La morte di Eric l’aveva profondamente destabilizzata.
Si aspettava che tutto perdesse di significato ed invece ogni cosa aveva preso un significato troppo profondo. Ogni luogo, ogni oggetto, ogni viso erano diventati ricordi troppo difficili da affrontare, ricordi da cui però non poteva staccarsi. Il dolore la teneva stretta in una morsa senza via di fuga.
Il Direttore le aveva dato qualche giorno libero per piangere il fratello ma poi erano iniziati gli allenamenti con Josh. Lo spettacolo doveva andare avanti e “gli artisti non si fermano mai” come amava ripete il Direttore. Non era un uomo cattivo, ma la sensibilità non era tra le sue virtù. In qualche modo Lena riusciva anche a comprenderlo, doveva pensare allo spettacolo, doveva pensare alla sua grande famiglia circense. Eric aveva fatto lo stesso, anni prima, per lei.
Stasera lo spettacolo si terrà in una grande città. Le locandine promettono un grande spettacolo e un numero al trapezio senza reti di protezione. Era una novità e il pericolo fece riempire il tendone come mai prima d’ora.
Lena e Josh avrebbero potuto fare quel numero anche ad occhi chiusi, ma il pubblico questo non lo sapeva ed era in trepidante attesa.
Lena prese il trapezio e, prima di lanciarsi in volo, il ricordo di Eric le attanagliò di nuovo il cuore. Erano passati mesi ma il dolore non le dava tregua. Aveva paura, si sentiva sola e, ogni giorno che passava, la speranza di stare meglio precipitava pericolosamente. Le luci la accecavano e la mettevano in mostra mentre desiderata solo sparire.
Forse avrebbe dovuto raggiungere Eric, quella vita senza di lui non la voleva.
La rete di protezione venne tagliata e dopo un boato del pubblico tutto il tendone rimase in silenzio. Lena prese il volo, Josh pronto ad afferrarla. Per Lena sarebbe stato facile calcolare il momento giusto, bastava un secondo di ritardo e Josh non l’avrebbe presa. Sarebbe sembrato un incidente e tutto sarebbe finito.
Avanti e indietro
le mani ben serrate sul trapezio
avanti e indietro
il sorriso di Eric
avanti e indietro
il vuoto sotto di lei
avanti e indietro
le mani lasciano la presa
un doppio giro e…
Josh la afferra e le mani di Lena stringono le sue mani saldamente, le stringono forte come mai prima di allora.
Il pubblico è in estasi e gli applausi non finisco più.
Lena e Josh, al centro del pista, ringraziano con un inchino e salutano il pubblico con un gran sorriso. Anche Lena è felice.
E’ felice perché ha capito che quello che voleva non era sparire nel buio.
Quella stessa sera raccolse le sue cose e, senza dire addio a nessuno, si allontanò per sempre da quel tendone, da quella vita, dal quel dolore.
Quella sera, mentre volava, aveva scelto la vita, aveva scelto la speranza. Forse aveva ancora una possibilità di ritrovare le luci, le sue questa volta, non quelle del circo.
Con questa foto partecipo al giveaway di Natale di Pane, amore e creatività, il premio che desidererei vincere è offerto da DUDECOR
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Indovinate dove sono stata oggi?
^___^
Buona serata mes amis!!!!
Antonella
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Giornataccia oggi, e non è ancora finita :(
Solo le note e le parole di una canzone, ascoltata per caso, mi hanno dato una piccola tregua in questa giornata.
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Giovedì con UN LIBRO MI DISSE…
La citazione della settimana scorsa è tratta da E’ COSI’ CHE MI PIACE di Claire Calman.
E’ un libro che vi consiglio. L’ho letto moltissimi anni fa e subito dopo averlo letto l’ho prestato. Non è mai tornato indietro ed io mi ero dimenticata il titolo (che nervi!). Anni dopo, dopo che è nato il mio blog, ho letto un post di una blogger che parlava proprio di questo libro. EVVIVA ^__^ L’ho subito ricomprato.
Come si gioca?
Si prende una frase da un libro e poi a voi lettori scoprire di che libro si tratta…è un gioco e non si vince nulla ma si diffondono le parole dei nostri libri preferiti e magari anche la voglia di leggerli ^__^
Citazione:
Lo ragazza mi passò davanti, le afferrai un braccio. Così per due secondi, massimo tre, formammo un bel trio primitivo, due maschi che si battevano per il possesso della femmina tirandola da due parti opposte.
Le non regole, liberamente interpretabili:
- Copia la tua citazione, indicativamente la quinta frase (se è di senso compiuto, se no quella più vicina che lo sia, o se è troppo breve anche quella successiva) della pagina 56 del libro che hai più vicino o di uno che ti va di metter sotto un riflettore. Se non c'è una pagina 56, somma le cifre (11, 2..)
- Linkati qui nei commenti, se vuoi
- Linkati al post di Ci, se vuoi
- Personalizza il gioco come vuoi
- Gioca e divertiti! (Se nessuno indovina il libro l’ho svelerò io la settimana successiva)
- Se ti piace diffondi!
Buon divertimento.
Antonella
chi vuole partecipare trova info su SOUNDTRACK OF MY LIFE
http://www.youtube.com/watch?v=bAsA00-5KoI
Metallica - Nothing else mattersPer partecipare o vedere tutte le foto di questa iniziativa andate nel gruppo flickr P’TIT
E se state pensando che sia la merenda di Letizia…vi state sbagliando :P
Bacioni
Antonella
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Grazie a Claudia e alle manine del suo dolcissimo bimbo <3
In questa giornata fatta di influenza e mal di gola, sono stati un raggio di sole e il sorriso che questo giorno mi ha donato.
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SILENZI
Ed è di nuovo giorno che insegue la notte.
Taccio, questa volta,
e non chiamo il tuo nome.
E’ stato facile non essere accanto a te,
mentre il bianconiglio correva veloce.
Ho salvato i nostri ricordi.
Ho cacciato via l’angoscia ma non la paura.
Vorrei assaggiare ogni tua parola
e donarti i miei pensieri,
ma ora che la strada è stata ritrovata,
ogni gioco viene pesato.
Leggi nei miei occhi la verità
perché, questa volta, sarà celata.
Ti salverò, questa volta,
e l’ombra avrà solo la mia anima per sfamarsi.
Forse riuscirai a sentire il mio silenzio,
forse riuscirai a scoprire i miei colori,
forse riuscirai a dimenticare l’inverno,
forse, questa volta, mi salverai.
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Domenica abbiamo fatto un giretto a Milano.
Non so perchè ma Milano mi fa sentire nostalgica
E’ una nostalgia buona però ^___^
Bacio
Antonella
Come vi avevo già accennato QUI, vi mostro il calendario dell’avvento scrapposo creato dalla mia amica Nicoletta di I love scrapbooking.
Le mattine di dicembre, per Letizia (ma anche per noi), sono diventate divertenti e piene di stupore.
Ci tenevo a mostrarvi le foto di questo capolavoro handmade, anche se le mie foto non gli rendono giustizia:
E’ venerdì! Buon week-end a tutti.
Antonella
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My girl - Lei taglia, incolla, colora, costruisce <3